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Rassegna stampa

Ultima modifica il Giovedì, 08 Dicembre 2016 10:37

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avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Insieme Consumatori, reboa.eu, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLO

Prelievi ex ENAM: in preparazione giudizi contro ragioneria dello stato e INPS

 

INSIEme-c

L’E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), nato con D.L.C.P.S. 2 ottobre 1947, n.1346 (modificato dalla legge 7 marzo 1954, n.93) dalla fusione di due enti fascisti era un ente di diritto pubblico con fini assistenziali per il personale direttivo e docente della scuola elementare che, per il raggiungimento dei suoi fini, godeva ex lege di <un contributo mensile a carico degli iscritti pari all’1 per cento dell’ammontare lordo dello stipendio degli iscritti stessi e calcolato secondo il disposto dell’art. 10, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio 1956, n. 19>

L’E.N.A.M., era sostanzialmente una forma previdenziale aggiuntiva ed integrativa rispetto all’assistenza sanitaria dei dipendenti statali, di ruolo, non di ruolo, salariati, pensionati, civili e militari, affidata all’E.N.P.A.S., istituito con precedente L. 19 gen. 1942, n. 22.
Con il DPR 24 lug. 1977, n. 616, che prevedeva il trasferimento alle regioni delle funzioni inerenti alle materie indicate nell’articolo 117 Cost., e con la L. 29 giu. 1977, n. 349, furono passate alle regioni tutte le funzioni concernenti l’assistenza sanitaria dell’E.N.P.A.S., mentre le altre verranno devolute all’I.N.P.D.A.P.
Il D.L. 31-5-2010 n. 78, convertito con legge n.122 del 30.7.2010, all’art. 7 comma 3 bis ha disposto la soppressione dell’E.N.A.M. ed il trasferimento di beni e funzioni all’I.N.P.D.A.P, ente successivamente confluito nell’I.N.P.S. ai sensi del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201.
Malgrado la soppressione dell’E.N.A.M., per di più con una norma urgente finalizzata alla competitività economica, lo Stato continua a sottrarre ai dipendenti un rilevante 0,80% del loro stipendio, fatto illegittimo in quanto in favore di un ente inesistente e che costituisce un ostacolo alla competitività economica dei singoli cittadini.
Insieme Consumatori intende raccogliere adesioni per una serie di iniziative giudiziarie di fronte a tutti i Tribunali d’Italia finalizzate ad ottenere dalla Magistratura la declaratoria della illegittimità di questo assurdo barzello.

Ultima modifica il Giovedì, 15 Gennaio 2015 18:26

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Il carrozzone sparisce, la tassa resta
L' avvocato Reboa: “Insegnanti depredati di 200 euro all’anno, è l’ora della class action”

Far sparire i “carrozzoni”? Giusto, anzi sa- crosanto. Peccato però che nell’Italia delle contraddizioni e dell’ipocrisia accade pure che i carrozzoni spariscono, ma i contributi che succhiavano dalle buste paga continuino ad essere versati nell’indifferenza generale. È ciò che sta accadendo attorno all’Enam, Ente Nazionale di Assistenza Magistrale: istituito nel 1947, era un ente di diritto pubblico con fini assistenziali in favore del personale direttivo e docente della scuola elementare. Continuerà a funzionare, con i suoi organi ed i relativi lucrosi compensi per i componenti del cda, ma con poche prestazioni in favore degli insegnanti, sconosciute ai più, che dell’ente avevano sostanzialmente notizia solo a causa del corposo decurtamento del loro stipendio (lo 0,80%). Nel 2010 la svolta: l’Enam viene soppresso, i suoi beni e le sue funzioni trasferite all’Inpdap. Passano diciotto mesi e addirittura la stessa Inpdap arriva allo
scioglimento, per confluire nell’Inps.
È l’inizio della battaglia come spiega l’avvocato Romolo Reboa: “di fronte ad un Enam morto e sepolto, sul Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) piovono centinaia di diffide da parte degli insegnanti a non continuare ad eseguire il prelievo dello 0,80% sulle proprie busta paga per contributi ad un Ente inesistente (che si somma ad un ulteriore prelievo dello 0,35% dello stipendio per “fondo credito” in virtù del quale il lavoratore ha diritto ex lege alle stesse teoriche prestazioni che avrebbe dovuto godere dall’ex Enam.
E cosa fa il Miur e per essa il Direttore Generale del competente dipartimento, Carmela Palumbo?
Logica vorrebbe che, di fronte al legislatore che abroga gli enti, il Ministero prenda atto che sono stati abrogati anche i relativi balzelli. Invece no, il Dg si arma di carta e penna e scrive la circolare prot. 2986 del 7 maggio 2012 ove, in perfetto burocratese, precisa che lo Stato Italiano ha soppresso l’Enam ma non la tassa: “la trattenuta non può essere revocata in quanto prevista da una norma che non è stata abrogata con la legge di soppressione dell'Enam” si legge nella circolare”, spiega Reboa.
“Poi, probabilmente per far pace con la propria coscienza e tentare di dare
logica ad una affermazione illogica (esiste l’abrogazione implicita delle norme incompatibili con quelle successive), il Direttore Generale aggiunge una frase che, sostanzialmente, non significa nulla: “al fine di garantire la continuità dell'erogazione delle funzioni assistenziali, I'Inps ha avviato un processo di "reingegnerizzazione operativa ed informatica” delle singole linee di attività con l'obiettivo di colmare il vuoto lasciato dalla soppressione degli Organi periferici dell'ex Enam”.

Di fronte a tutto ciò Insieme Consumatori (www.insiemeconsumatori.eu), la battagliera associazione presieduta dall’avvocato Reboa ha deciso diaprire un fronte giudiziario, con iniziative singole ed una class action a tutela di migliaia di insegnanti elementari.
“Di fronte a dei burocrati che si ostinano a prelevare questo assurdo balzello in danno di circa 800.000 insegnanti elementari, che ogni anno si vedono sottratti circa € 200 dalla loro busta paga - ha dichiarato a Il Giornale d’Italia - la nostra associazione sta raccogliendo in tutta Italia le adesioni per promuovere davanti ai Giudici del Lavoro dei Tribunali competenti le iniziative finalizzate ad ottenere dalla Magistratura la declaratoria della illegittimità del prelievo e la restituzione ai singoli insegnanti delle somme illegittimamente sottratte”.
Per aderire all’iniziativa basta mettersi in contatto mail con Insieme Consumatori o lasciare i propri sul blog creato per dar voce all’iniziativa: http://insiemeconsumatori.blogspot.it/.

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 15 Gennaio 2015 18:19

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Prelievi ex ENAM: Insieme Consumatori prepara una serie di giudizi contro la ragioneria dello stato e l'INPS 

L'E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), nato con D.L.C.P.S. 2 ottobre 1947, n.1346 (modificato dalla legge 7 marzo 1954, n.93) dalla fusione di due enti fascisti era un ente di diritto pubblico con fini assistenziali per il personale direttivo e docente della scuola elementare che, per il raggiungimento dei suoi fini, godeva ex lege di "un contributo mensile a carico degli iscritti pari all'1 per cento dell'ammontare lordo dello stipendio degli iscritti stessi e calcolato secondo il disposto dell'art. 10, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio 1956, n. 19".

L’E.N.A.M., era sostanzialmente una forma previdenziale aggiuntiva ed integrativa rispetto all’assistenza sanitaria dei dipendenti statali, di ruolo, non di ruolo, salariati, pensionati, civili e militari, affidata all'E.N.P.A.S., istituito con precedente L. 19 gen. 1942, n. 22.

Con il DPR 24 lug. 1977, n. 616, che prevedeva il trasferimento alle regioni delle funzioni inerenti alle materie indicate nell'articolo 117 Cost., e con la L. 29 giu. 1977, n. 349, furono passate alle regioni tutte le funzioni concernenti l'assistenza sanitaria dell'E.N.P.A.S., mentre le altre verranno devolute all’I.N.P.D.A.P.

Il D.L. 31-5-2010 n. 78, convertito con legge n.122 del 30.7.2010, all’art. 7 comma 3 bis ha disposto la soppressione dell’E.N.A.M. ed il trasferimento di beni e funzioni all’I.N.P.D.A.P, ente successivamente confluito nell’I.N.P.S. ai sensi del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201.

Malgrado la soppressione dell’E.N.A.M., per di più con una norma urgente finalizzata alla competitività economica, lo Stato continua a sottrarre ai dipendenti un rilevante 0,80% del loro stipendio, fatto illegittimo in quanto in favore di un ente inesistente e che costituisce un ostacolo alla competitività economica dei singoli cittadini.

Insieme Consumatori intende raccogliere adesioni per una serie di iniziative giudiziarie di fronte a tutti i Tribunali d'Italia finalizzate ad ottenere dalla Magistratura la declaratoria della illegittimità di questo assurdo barzello.

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Prelievi ex ENAM: Insieme Consumatori prepara una serie di giudizi contro la ragioneria dello stato e l'INPS

News pubblicata il 06/05/14 

Insieme Consumatori intende raccogliere adesioni per una serie di iniziative giudiziarie di fronte a tutti i Tribunali d'Italia finalizzate ad ottenere dalla Magistratura la declaratoria della illegittimità di questo assurdo barzello.

06/05/14 - L'E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), nato con D.L.C.P.S. 2 ottobre 1947, n.1346 (modificato dalla legge 7 marzo 1954, n.93) dalla fusione di due enti fascisti era un ente di diritto pubblico con fini assistenziali per il personale direttivo e docente della scuola elementare che, per il raggiungimento dei suoi fini, godeva ex lege di "un contributo mensile a carico degli iscritti pari all'1 per cento dell'ammontare lordo dello stipendio degli iscritti stessi e calcolato secondo il disposto dell'art. 10, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio 1956, n.19". L’E.N.A.M., era sostanzialmente una forma previdenziale aggiuntiva ed integrativa rispetto all’assistenza sanitaria dei dipendenti statali, di ruolo, non di ruolo, salariati, pensionati, civili e militari, affidata all'E.N.P.A.S., istituito con precedente L. 19 gen. 1942, n. 22. Con il DPR 24 lug. 1977, n. 616, che prevedeva il trasferimento alle regioni delle funzioni inerenti alle materie indicate nell'articolo 117 Cost., e con la L. 29 giu. 1977, n. 349, furono passate alle regioni tutte le funzioni concernenti l'assistenza sanitaria dell'E.N.P.A.S., mentre le altre verranno devolute all’I.N.P.D.A.P. Il D.L. 31-5-2010 n. 78, convertito con legge n.122 del 30.7.2010, all’art. 7 comma 3 bis ha disposto la soppressione dell’E.N.A.M. ed il trasferimento di beni e funzioni all’I.N.P.D.A.P, ente successivamente confluito nell’I.N.P.S. ai sensi del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201. Malgrado la soppressione dell’E.N.A.M., per di più con una norma urgente finalizzata alla competitività economica, lo Stato continua a sottrarre ai dipendenti un rilevante 0,80% del loro stipendio, fatto illegittimo in quanto in favore di un ente inesistente e che costituisce un ostacolo alla competitività economica dei singoli cittadini. Insieme Consumatori intende raccogliere adesioni per una serie di iniziative giudiziarie di fronte a tutti i Tribunali d'Italia finalizzate ad ottenere dalla Magistratura la declaratoria della illegittimità di questo assurdo barzello.

 

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Prelievi ex ENAM: Insieme Consumatori prepara una serie di giudizi contro la ragioneria dello stato e l'INPS
 

Pubblicato il 06/05/2014

L'E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), nato con D.L.C.P.S. 2 ottobre 1947, n.1346 (modificato dalla legge 7 marzo 1954, n.93) dalla fusione di due enti fascisti era un ente di diritto pubblico con fini assistenziali per il personale direttivo e docente della scuola elementare che, per il raggiungimento dei suoi fini, godeva ex lege di "un contributo mensile a carico degli iscritti pari all'1 per cento dell'ammontare lordo dello stipendio degli iscritti stessi e calcolato secondo il disposto dell'art. 10, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio 1956, n.19".


L’E.N.A.M., era sostanzialmente una forma previdenziale aggiuntiva ed integrativa rispetto all’assistenza sanitaria dei dipendenti statali, di ruolo, non di ruolo, salariati, pensionati, civili e militari, affidata all'E.N.P.A.S., istituito con precedente L. 19 gen. 1942, n. 22.

Con il DPR 24 lug. 1977, n. 616, che prevedeva il trasferimento alle regioni delle funzioni inerenti alle materie indicate nell'articolo 117 Cost., e con la L. 29 giu. 1977, n. 349, furono passate alle regioni tutte le funzioni concernenti l'assistenza sanitaria dell'E.N.P.A.S., mentre le altre verranno devolute all’I.N.P.D.A.P.


Il D.L. 31-5-2010 n. 78, convertito con legge n.122 del 30.7.2010, all’art. 7 comma 3 bis ha disposto la soppressione dell’E.N.A.M. ed il trasferimento di beni e funzioni all’I.N.P.D.A.P, ente successivamente confluito nell’I.N.P.S. ai sensi del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201.

Malgrado la soppressione dell’E.N.A.M., per di più con una norma urgente finalizzata alla competitività economica, lo Stato continua a sottrarre ai dipendenti un rilevante 0,80% del loro stipendio, fatto illegittimo in quanto in favore di un ente inesistente e che costituisce un ostacolo alla competitività economica dei singoli cittadini.

Insieme Consumatori intende raccogliere adesioni per una serie di iniziative giudiziarie di fronte a tutti i Tribunali d'Italia finalizzate ad ottenere dalla Magistratura la declaratoria della illegittimità di questo assurdo barzello.

 

 

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INSIEME CONSUMATORI CONTRO ALTROCONSUMO

Il professionista a sua insaputa si è trovato addebitato sul proprio conto corrente una somma di denaro per un abbonamento mai sottoscritto. Il quesito è chi tutela il cittadino dalle associazioni di consumatori?

Il caso ha voluto che il Presidente dell'Associazione Insieme Consumatori, avv. Romolo Reboa, si trovasse addebitato inopinatamente sul conto del proprio studio legale l'importo di 15 euro per un abbonamento ad Altroconsumo. L'immediato accesso alla propria banca ha rivelato, dopo una lunga ricerca informatica e contatto telefonico fra impiegato bancario ed un'operatore call center di Altroconsumo, come la richiesta di abbonamento non fosse stata effettuata da parte dell'avv. Romolo Reboa, ma da una persona in possesso dell'iban bancario dello studio, in quanto obbligato per motivi giudiziari ad eseguire dei pagamenti in favore del professionista.

"Stupisce – ha commentato l'avv. Romolo Reboa - che un'associazione di consumatori che afferma di tutelare i cittadini dalle truffe si sia resa complice di un comportamento scorretto. Volendo escludere il dolo, trovo molto grave che Altroconsumo abbia richiesto l'addebito del proprio abbonamento alla banca di un consumatore, omettendo di verificare la veridicità dei dati forniti.Comprendo che alcune associazioni, per assecondare la propria politica di marketing, non si pongano limiti, ma non posso non osservare che il fine di un'associazione consumatori è tutelare i cittadini proprio su abusi di questo tipo. Insieme Consumatori intende agire giudizialmente nei confronti di Altroconsumo, non già per il fatto personale accadutomi, ma per evidenziare che il cittadino/consumatore, deve guardarsi le spalle non solo dai grandi poteri economici, ma anche da chi dovrebbe controllarli. In sintesi è ora di controllare il controllore"

Ultima modifica il Giovedì, 15 Gennaio 2015 18:18

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Insieme Consumatori contro Altroconsumo

14/mar/2014 19.07.38 

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Il presidente, avv. Romolo Reboa preannuncia azioni legali contro Altroconsumo. Il professionista a sua insaputa si è trovato addebitato sul proprio conto corrente una somma di denaro per un abbonamento mai sottoscritto. Il quesito è chi tutela il cittadino dalle associazioni di consumatori?

Il caso ha voluto che il Presidente dell'Associazione Insieme Consumatori, avv. Romolo Reboa, si trovasse addebitato inopinatamente sul conto del proprio studio legale l'importo di 15 euro per un abbonamento ad Altroconsumo.
L'immediato accesso alla propria banca ha rivelato, dopo una lunga ricerca informatica e contatto telefonico fra impiegato bancario ed un'operatore call center di Altroconsumo, come la richiesta di abbonamento non fosse stata effettuata da parte dell'avv. Romolo Reboa, ma da una persona in possesso dell'iban bancario dello studio, in quanto obbligato per motivi giudiziari ad eseguire dei pagamenti in favore del professionista.
“Stupisce - ha commentato l'avv. Romolo Reboa - che un'associazione di consumatori che afferma di tutelare i cittadini dalle truffe si sia resa complice di un comportamento scorretto.
Volendo escludere il dolo, trovo molto grave che Altroconsumo abbia richiesto l'addebito del proprio abbonamento alla banca di un consumatore, omettendo di verificare la veridicità dei dati forniti.
Comprendo che alcune associazioni, per assecondare la propria politica di marketing, non si pongano limiti, ma non posso non osservare che il fine di un'associazione consumatori è tutelare i cittadini proprio su abusi di questo tipo.
Insieme Consumatori intende agire giudizialmente nei confronti di Altroconsumo, non già per il fatto personale accadutomi, ma per evidenziare che il cittadino/consumatore, deve guardarsi le spalle non solo dai grandi poteri economici, ma anche da chi dovrebbe controllarli.
In sintesi è ora di controllare il controllore”.


 

Ultima modifica il Giovedì, 15 Gennaio 2015 18:21

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Il caso ha voluto che il Presidente dell'Associazione Insieme Consumatori, avv. Romolo Reboa, si trovasse addebitato inopinatamente sul conto del proprio studio legale l'importo di 15 euro per un abbonamento ad Altroconsumo. 
L'immediato accesso alla propria banca ha rivelato, dopo una lunga ricerca informatica e contatto telefonico fra impiegato bancario ed un'operatore call center di Altroconsumo, come la richiesta di abbonamento non fosse stata effettuata da parte dell'avv. Romolo Reboa, ma da una persona in possesso dell'iban bancario dello studio, in quanto obbligato per motivi giudiziari ad eseguire dei pagamenti in favore del professionista. 
“Stupisce – ha commentato l'avv. Romolo Reboa - che un'associazione di consumatori che afferma di tutelare i cittadini dalle truffe si sia resa complice di un comportamento scorretto. 
Volendo escludere il dolo, trovo molto grave che Altroconsumo abbia richiesto l'addebito del proprio abbonamento alla banca di un consumatore, omettendo di verificare la veridicità dei dati forniti. 
Comprendo che alcune associazioni, per assecondare la propria politica di marketing, non si pongano limiti, ma non posso non osservare che il fine di un'associazione consumatori è tutelare i cittadini proprio su abusi di questo tipo. 
Insieme Consumatori intende agire giudizialmente nei confronti di Altroconsumo, non già per il fatto personale accadutomi, ma per evidenziare che il cittadino/consumatore, deve guardarsi le spalle non solo dai grandi poteri economici, ma anche da chi dovrebbe controllarli. 
In sintesi è ora di controllare il controllore”.

http://www.wazit.it/story.php?title=insieme-consumatori-contro-altroconsumo

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Economia e Finanza 09/01/2014

Bucarelli, responsabile per il Lazio del settore bancario dell'Associazione Insieme Consumatori 

L'Associazione Insieme Consumatori si arricchisce di un nuovo valido apporto: l'ex consigliere comunale di Roma, Giampiero Bucarelli, che ha operato per tutta la sua vita lavorativa quale operatore bancario. Ad annunciarlo l'avv. Romolo Reboa, presidente di Insieme Consumatori, la dinamica Associazione che da anni si batte per la tutela degli interessi minuti dei cittadini e non solo.

http://www.area-press.eu/ap_notizie/63753-Bucarelli_responsabile_per_il_Lazio_del_settore_b.html

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Bucarelli, responsabile per il Lazio del settore bancario

Pubblicato il 10/01/2014

L'avv. Romolo Reboa, presidente dell'associazione Insieme Consumatori annuncia la nomina di Giampiero Bucarelli, quale responsabile per il Lazio per il settore "Diritti degli Utenti" nell'ambito bancario.

L'Associazione Insieme Consumatori si arricchisce di un nuovo valido apporto: l'ex consigliere comunale di Roma, Giampiero Bucarelli, che ha operato per tutta la sua vita lavorativa quale operatore bancario.
Ad annunciarlo l'avv. Romolo Reboa, presidente di Insieme Consumatori, la dinamica Associazione che da anni si batte per la tutela degli interessi minuti dei cittadini e non solo.
''Sono certo - ha dichiarato l'avv. Romolo Reboa - che l'esperienza di Bucarelli consentirà all'Associazione di incrementare le proprie iniziative a tutela dei cittadini ed anche degli imprenditori di questo importantissimo fronte ove i singoli sono strangolati dallo strapotere economico che si trasforma spesso in arroganza''.

http://www.comunicati-stampa.net/com/bucarelli-responsabile-per-il-lazio-del-settore-bancario.html

Link: Insieme Consumatori

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Bucarelli, responsabile per il Lazio del settore bancario

L'avv. Romolo Reboa, presidente dell'associazione Insieme Consumatori annuncia la nomina di Giampiero Bucarelli, quale responsabile per il Lazio per il settore "Diritti degli Utenti" nell'ambito bancario.

10/01/14 - L'Associazione Insieme Consumatori si arricchisce di un nuovo valido apporto: l'ex consigliere comunale di Roma, Giampiero Bucarelli, che ha operato per tutta la sua vita lavorativa quale operatore bancario.
Ad annunciarlo l'avv. Romolo Reboa, presidente di Insieme Consumatori, la dinamica Associazione che da anni si batte per la tutela degli interessi minuti dei cittadini e non solo.
''Sono certo - ha dichiarato l'avv. Romolo Reboa - che l'esperienza di Bucarelli consentirà all'Associazione di incrementare le proprie iniziative a tutela dei cittadini ed anche degli imprenditori di questo importantissimo fronte ove i singoli sono strangolati dallo strapotere economico che si trasforma spesso in arroganza''.

http://news.italybanner.it/com/cs-218828

Link: Insieme Consumatori

 

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Bucarelli, responsabile per il Lazio del settore bancario

News pubblicata il 10/01/14 da Free on line 

L'avv. Romolo Reboa, presidente dell'associazione Insieme Consumatori annuncia la nomina di Giampiero Bucarelli, quale responsabile per il Lazio per il settore "Diritti degli Utenti" nell'ambito bancario.

10/01/14 - L'Associazione Insieme Consumatori si arricchisce di un nuovo valido apporto: l'ex consigliere comunale di Roma, Giampiero Bucarelli, che ha operato per tutta la sua vita lavorativa quale operatore bancario.

Ad annunciarlo l'avv. Romolo Reboa, presidente di Insieme Consumatori, la dinamica Associazione che da anni si batte per la tutela degli interessi minuti dei cittadini e non solo.
''Sono certo - ha dichiarato l'avv. Romolo Reboa - che l'esperienza di Bucarelli consentirà all'Associazione di incrementare le proprie iniziative a tutela dei cittadini ed anche degli imprenditori di questo importantissimo fronte ove i singoli sono strangolati dallo strapotere economico che si trasforma spesso in arroganza''.

Link: Insieme Consumatori 

 http://www.freeonline.org/cs/com/bucarelli-responsabile-per-il-lazio-del-settore-bancario.html

 

Ultima modifica il Giovedì, 15 Gennaio 2015 18:15

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 27 marzo 2011

Processo a Moggi: esclusi i consumatori come parte civile

“I cittadini, secondo il GUP di Napoli, non hanno diritto a vedere partite oneste” così ha amaramente commentato l’avv. Romolo Reboa che, insieme all’avv. Alfredo Sagliocco, assiste alcuni abbonati della Roma che avevano chiesto di costituirsi parte civile nel processo Moggi.“Non sono parole mie” ha proseguito l’avv. Romolo Reboa “ma del GUP che ha scritto testualmente che il biglietto dà diritto ad assistere a partite di calcio, ma non dà diritto a che lo spettacolo avvenga secondo determinati canoni”.“E ciò che è più incredibile è che il GUP ha preferito ai singoli consumatori delle associazioni vere o presunte che, secondo lui, cito ancora testualmente, tutelerebbero il diritto alla sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi ed il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi. Tali diritti sarebbero stati pregiudicati per l’aspetto relativo allo stravolgimento causato al regolare esecuzione di concorsi, pronostici e scommesse, regolarmente esercitati e frequentati dai consumatori”. Ma l’avv. Reboa non si arrende e dichiara che i suoi clienti spettatori della Roma riproporranno istanza di ammissione alla costituzione di parte civile nella fase dibattimentale.

http://www.comunitanext.org/2011/03/processo-a-moggi-esclusi-iconsumatori-come-parte-civile/

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Liberalizzazione dei farmaci: salasso per gli epilettici!

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Il Presidente dell’Associazione, l’Avvocato Romolo Reboa preannuncia azioni contro le multinazionali che utilizzano la liberalizzazione in danno dei malati
 
In Italia ci sono più di 500.000 malati di epilessia (con l’aggiunta di circa 25.000 nuovi casi ogni anno) e da oggi tutti rischiano di doversi sobbarcare le spese, più che onerose, dei farmaci per curarsi. 
Dal 17 settembre, infatti, l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), a seguito della naturale scadenza burocratica dei brevetti di due dei più noti antiepilettici (leviracetam- nome commerciale Keppra e topiramato- Sincronil e Topamax), li ha inseriti nelle cosiddette liste di trasparenza, che consentono di utilizzare al loro posto il corrispettivo generico, oppure di accollare ai pazienti la differenza di prezzo per l’originale, come previsto dalla Legge 45/2001. Ma in una malattia come l’epilessia farmaci equivalenti e generici non sono assolutamente interscambiabili perché, come precisato da medici del settore più che mai preoccupati,  la terapia antiepilettica ha un suo equilibrio instabile che bisogna sempre cercare di non turbare, in particolare quando dà risultati positivi, come nella maggior parte dei casi di utilizzo dei due antiepilettici di marca in questione.
“Il liberismo puro è la negazione del sociale- così ha dichiarato l’Avvocato Romolo Reboa, Presidente di Insieme Consumatori- ogni maestro, prima di salire in cattedra dovrebbe ricordare che non può essere fatta teoria allo stato puro di menomare l’essere umano: costringere in nome della liberalizzazione una fascia sociale di malati a doversi indebitare per cercare i farmaci necessari alla loro vita, è un qualche cosa che non può essere accettato né dalla nostra Associazione, né da chiunque veda l’economia al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio dell’economia”.
“Pertanto Insieme Consumatori- ha concluso l’Avvocato Romolo Reboa- si batterà sia in sede amministrativa, che interessando la Pubblica Opinione, per far recedere le multinazionali farmaceutiche da questo che altro non è che un ignobile ricatto nei confronti dei più deboli”.
 

Ultima modifica il Giovedì, 15 Gennaio 2015 18:23

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Il twit del Direttore

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